Giornata di persone più che di paesaggi

Ci siamo state proprio bene, in questo ostello che ha fatto risorgere dalle sue ceneri un antico ospizio – sì, Ave fenix è davvero l’araba fenice. Ci hanno coccolato Lorena, Blas e Alex, ognuno a suo modo, Lorena con tante attenzioni, Blas con la più grande (e ottima) paella incontrata finora e per le deliziose uova della colazione, Alex facendo da “scudiero” per Todra.

Blas ci ha raccontato che nella sua famiglia ne avevano sei, di asini, e che un tempo con l’asino arrivavano fino in Galizia vendendo merci di villaggio in villaggio e ritornando dopo sei mesi con i guadagni ma anche con merci diverse.

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Da Villafranca del Bierzo siamo ripartiti in compagnia di Nunzia, Giorgio e Mark dal Colorado, che ha dato a Todra la sua prima carota.  Con Giorgio abbiamo fatto un pezzo di strada riflettendo su quanto sul Camino sia spontaneo il contatto, il dialogo, la condivisione. Ci siamo salutati a Pereje e abbiamo proseguito, oggi il percorso seguiva la carretera lungo il corso del rio Valcarce, con un paesaggio boschivo che a Francesca ricordava molto la Garfagnana, alternato a villaggetti. Ci sarebbe stato anche il “camino duro”, ma non ci sembrava sensato aggiungere una salita e una discesa in più che tra l’altro non corrispondono al percorso “ufficiale”.

A Trabadelo Todra ha incontrato un nuovo amico, un cane che ci ha seguito per un tratto lunghissimo, a differenza degli altri non ha abbaiato come un ossesso al nostro ciuchino, ma è sembrato quasi che lo conoscesse.

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Mentre era con me Todra ha tentato di mangiarsi di tutto, ha preso di mira anche il pane che una signora aveva appena comprato. Per rimettere in marcia il nostro ciuchino gli ho tenuto davanti al naso un pezzo di mela ed è ripartito di slancio.

Qui una “población” si succede all’altra ogni pochi chilometri, La Portela de Valcarce, Ambasmestas, Vega de Valcarce sovrastata dalle rovine del Castillo de Sarracín, Ruitelan, fino alla nostra meta, Las Herrerias. Anche se siamo ancora nell’ultimo lembo della Castiglia-León, qui si parla già anche il gallego. Sui cartelli stradali qui e là qualcuno ha cambiato la versione castigliana dei nomi dei paesi: Pereje in Perexe, Las Herrerias in As Ferrerias.

Per strada abbiamo incrociato tante facce note, tra di loro Federico, il fan numero uno di Todra, che questa volta aveva per il nostro ciuchino un sacchetto di meline.

Stavolta abbiamo dormito in un piccolo albergue dove la cucina è vegetariana. Cena deliziosa e magnifica presentazione. Abbiamo brindato all’ultimo giorno (per quest’anno) sul Camino di Lou, la signora inglese che abbiamo conosciuto qualche giorno fa e che fa abiti per il teatro. Poi lunghissima chiacchierata con un ragazzo inglese sull’Italia, i posti da vedere e soprattutto su perché mai siamo vestite così e sui rievocatori.

 

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