Meraviglie romaniche e non

Passo dopo passo ci avviciniamo alla metà del nostro percorso, mentre il vento continua ad accompagnarci dalla tarda mattinata.

Domenica prima sosta a Boadilla del Camino, piccolo paese ma con una graziosa chiesa dell’Assunzione di cui mi hanno colpito soprattutto i soffitti. A fare da contraltare profano, i murales del bar dove Francesca ha ordinato un sontuoso bocadillo per il nostro pranzo. Mentre ci aspettava, il nostro ciuchino si è addormentato sotto il sole, come svelato dallo zoccoletto posteriore vezzosamente alzato.

Abbiamo seguito il canale di Castiglia, realizzato nel XVIII sia per irrigare che per il trasporto dei cereali e per il funzionamento di mulini di vario tipo. Il gioco tra l’acqua, il blu del cielo e il biancore delle nubi dava a tratti l’idea di un fondale dipinto. Lungo questo canale i pellegrini a quanto pare possono pure muoversi in battello… Subito prima di entrare a Frómista il canale termina in una serie di chiuse e cascatelle.

Frómista ci ha regalato una splendida parentesi romanica con la chiesa di San Martino, iscritta nel Patrimonio UNESCO, un tempo parte di un complesso monasteriale fondato nell’XI secolo dalla regina Doña Mayor. Sopravvissuto a lunghi secoli e ad un restauro ottocentesco un po’ libero, è tutt’ora emozionante. In questi giorni ci stiamo muovendo tra luoghi che, come questo, fanno parte del percorso dei siti clunianensi.

Il cammino ora coincide per buona parte la strada carrozzabile, fortunatamente però spesso le corre accanto come percorso distinto.

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Arrivate a Población de Campos, prima di cena siamo ancora andate a vedere l’ermita della Virgen de Socorro, piccola chicca che non ti aspetti.

Per la notte avevamo prenotato all’albergue municipal, gestito dal vicino hotel dove abbiamo cenato. A coronare la bella giornata, la paella amorevolmente preparata dalla signora Carmen, condivisa con altri pellegrini, in parte già incontrati nei giorni precedenti, come è ormai consuetudine. Ci sono anche arrivati, portati da un pellegrino  di passaggio, i saluti di Pasquale, conosciuto il primo giorno a Honto, intento ora a fare l’hospitalero a Najera.

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Oggi abbiamo camminato per lunga tratta in un territorio monotamente uniforme, attraversando i paesini di Villovieco e Revenga e pregustando l’arrivo a Villálcazar de Sirga dove intendevamo visitare la chiesa della Virgen Blanca con le sue sepolture policrome, citata anche nelle Cantigas del re Alfonso el Sabio. Ahimé il lunedì il sito è chiuso! Ci siamo dovute accontentare del portale, peraltro splendido.

Tappa d’arrivo Carrión de los Condes (che prende nome dalla famiglia comitale dei Beni Gómez, che furono avversari del Cid). Sistemateci in una graziosissima Casa rural e riposateci un po’ abbiamo fatto un breve giro, chiesa di Santiago, belvedere di Belem, chiesa di Sant’Andrea, con l’intenzione di visitare il chiostro del monastero di San Zoilo prima di cenare nel ristorante ospitato nel complesso. Ancora una volta abbiamo dovuto constatare la chiusura del lunedì. Ci siamo consolate con le gioie della gola, gazpacho e poi formaggio di capra con composta di pomodori, davveri buoni. Il soffitto della sala aveva imponenti travi a vista  di legno antico, Achille le avrebbe certo apprezzate.

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