Il diario di Todra – giorno 34

Oggi abbiamo passato O Cebreiro, che è una montagna. Sono molto felice sia perché questo vuol dire che ci avviciniamo alla casa del signor Santiago, sia perché è un posto molto bello. Finalmente ci siamo tolte dalle strade puzzolenti e ci siamo immersi in boschi bellissimi, pieni di buonissime castagne che ho potuto mangiare a sazietà. Infatti le mie pellegrine oggi si sono attardate tantissimo lungo la strada, fin troppo, non si arrivava più ed io, nonostante le castagne, avevo una fame… ma fanno tutti così. Restano tutti incantati da questi boschi. Ovviamente ci siamo fermati un mucchio di tempo in uno di quei posti costruiti dagli uomini, quegli edifici con le torri che fanno rumore. Come al solito mi hanno piazzata davanti all’ ingresso di questo posto e, amici miei, giuro che una di queste volte voglio entrare a vedere cosa c’è di così interessante; da fuori vedo solo tante piccole lucine accese davanti a delle persone immobili. C’erano anche tantissimi piccoli umani che sono venuti a toccarmi, neanche non avessero mai visto un asino ! Comunque domani so già che avrò un bel tratto in discesa ma, per fortuna, la mia pellegrina-guidatrice ha capito che basta lasciarmi fare; lei deve solo pensare a non cadere e farsi male, tanto io l’aspetto, mica le abbandono sul Cammino quelle due, lo so fare io, il mio lavoro.9DDCE75F-0FDC-4786-8706-399B747A9612

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