Da Sahagun a León e oltre

Raggiunta la metà del percorso mica ci si può fermare!

Uscite da Sahagún abbiamo proseguito sul Camino Real. Calzada del Coto, Bercianos del Real Camino, Calzadilla de los Hermanillos per arrivare a El Burgo Ranero. Vista la giornata di pioggia, l’etimologia legata alla presenza di zone popolate da rane sembra assai probabile.

Un fatto simpatico: nell’hostal ci hanno assegnato una stanza da dove potevamo controllare Todra. Camera con vista sul ciuchino!

 

Venerdì Todra era un po’ capricciosa, o meglio sembrava che qualcuno le avesse detto che era in arrivo una carestia, perché tentava di mangiarsi tutto quello che le capitava a tiro lungo la strada. Ma comunque abbiamo fatto la tratta prevista:  Reliegos, poi Mansilla de las Mulas (sì, le cugine di Todra), Mansilla Mayor, Villamoros de Mansilla con arrivo a Puente Villarente.

A Mansilla abbiamo reincontrato Peggy e suo marito. Ogni volta mi fa venire in mente Achille e che fortuna sia poter invecchiare con una persona che nonostante gli anni passino, resti non solo un compagno ma anche un amico. Peggy ci ha definite “amazing women”, le ho risposto che anche lei lo è.

Ieri giornata impegnativa che vedeva l’attraversata di León, come al solito le grandi città implicano nervi saldi da parte di Francesca che deve districarsi assieme al nostro ciuchino tra traffico, pavimentazione sdrucciolevole e fan di Todra.

Ma prima di arrivarci abbiamo attraversato Arcahueja, Valdelafuente e seguito una deviazione che ci ha portate alte sulla città e poi giù verso il sobborgo di Puente del Castro. Non per la prima volta abbiamo notato dei grandi nidi sopra i campanili: sono le cicogne che di qui transitano.

León ci avrebbe fatto senz’altro un effetto diverso se avessimo avuto il tempo di percorrerla con calma. Abbiamo avuto almeno un assaggio del centro storico, con foto ricordo davanti alla Cattedrale, da dove per altro ci hanno cacciato, forse troppa gente si stava fermando a fotografare il nostro asinello superstar?

A proposito di animali, nonostante le apparenze, a quanto pare il nome della città non ha a che fare con il re della foresta, bensì deriva dalla parola “legio”. Sempre i soliti Romani!

Un attimo di tregua in un giardinetto periferico intanto che io mi bevevo un tè, peraltro offerto da un gentile signore, così non conserverò un ricordo troppo antipatico di León. Poi abbiamo proseguito in periferia fino a Virgen del Camino.

Stamattina le prospettive non erano delle migliori. Erano previste forti piogge e infatti il cielo era coperto di nuvoloni oscuri. Appena c’è stata una tregua siamo partite, ma la nostra attrezzatura è stata messa alla prova e abbiamo deciso di fermarci dopo una decina di chilometri, a Villadangos del Páramo (paramo definisce gli altipiani di questa zona). Abbiamo scelto di seguire il tracciato del Camino, anche se attualmente nelle guide viene consigliata l’alternativa, più lunga, che passa per la campagna. Effettivamente qui si costeggia la statale e Valverde de la Virgen e San Miguel del Camino non sembravano avere attrattive particolari.

Confidiamo nella clemenza del meteo per domani e intanto ci concediamo un po’ di riposo domenicale. Ci siamo anche imbattute nel vino del Camino. Quello francés, naturalmente.

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