Tra pietraie e meraviglie di pietra

Raccolte le nostre cose e recuperata Todra che aveva pensato bene di andare a vedere cosa c’era d’interessante nel campo dietro il fazzoletto di prato dove aveva passato la notte, siamo partite accompagnate dal vento. La tappa si snodava attraverso Agés ed Atapuerca – località nota per il rinvenimento nei suoi dintorni, negli anni novanta, dei resti di alcuni  esemplari di quello che è considerato uno degli europei più antichi, l’homus antecessor.

Un’inerpicata su una pietraia, con poche “flechas amarillas” le frecce gialle che segnano il cammino, ci ha portato al punto più alto della giornata, dubitando di tanto in tanto di esserci perse. Cominciando a scendere abbiamo incrociato Alan, che risaliva in senso opposto, è che non è stato l’unico volto noto rivisto oggi.

Abbiamo poi preso il tracciato che raggiunge Burgos passando dalla certosa, ovvero Cartuja de Miraflores e che segue una strada asfaltata, per fortuna non troppo trafficata, che tocca i paesini sorti lungo il rio Pico, Cardañuela, località con ben due bar! e Orbaneja, dove i galli cantano al pomeriggio. Di tanto in tanto qualche nuovo aderente al “Todra fan club” ci ha fatto fermare per la foto di rito. Tra loro anche tre simpatiche pellegrine cinesi, con cui mi sono lanciata in un misto di lingua degli Han ed inglese. Simpatico un murale che prende in giro il pellegrino che si carica di tutto e di più per fare il suo viaggio e finisce per rimpiangere il divano di casa.

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Continuando a camminare nel pomeriggio fattosi caldo abbiamo superato Castañares e seguendo il rio Arlanzón abbiamo portato Todra in un centro equestre per la notte, per raggiungere poi il centro di Burgos e concederci un paio d’ore da turiste nella cattedrale di Santa Maria. Il mio cellulare, ancor più scarico di me, mi ha concesso di scattare ancora un’unica foto, mentre entravamo dalla porta del Sarmental.

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Todra aprezzerebbe, vista la presenza di una sua collega asina.

Per il resto, da rimanere a bocca aperta quasi ad ogni passo, tra volte traforate sospese ad altezze vertiginose e retablos in cui l’oro e i colori facevano a gara.

Prima di stramazzare a letto ci siamo concesse un gustoso assortimento di tapas. Dobbiamo ancora scoprire la nostra meta del giovedì, visto che la prima telefonata fatta avrebbe trovato posto per noi ma non per il nostro ciuchino, ma per ora la vince il sonno.

 

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